Realizzare una discarica vuol dire distruggere un territorio: preserviamo la vocazione agricola delle nostre campagne

Perché diciamo no al “deposito” di rifiuti a Colli del Sole

«Noi comprendiamo le ragioni che spingono la Regione a risolvere il problema dei rifiuti cercando alternative a Malagrotta. Quello che ci risulta incomprensibile è che consente a chiunque ne faccia richiesta di presentate progetti stilati in barba al quadro programmatico vigente, in contesti che ancora presentano caratteristiche naturali non compromesse, a spregio totale della vincolistica basilare come la distanza dai corpi idrici, dall’infrastruttura ferroviaria, dai terreni agricoli di pregio, dalle fasce boscate, dai vincoli paesaggistici….ecco, questo, al pari dell’ecomostro della turbogas, è l’ennesimo sfregio al patrimonio naturale, al paesaggio, alla popolazione, alle risorse agricole e idriche.

Se il sindaco di Aprilia volesse realmente tutelare la salute dei cittadini, se volesse garantire la destinazione urbanistica delle aree agricole, preservare la bellezza del paesaggio non dovrebbe chiedere al candidato alla presidenza della Pisana se la Regione Lazio approverà il progetto di discarica proposto dalla società Ecosicura in località Colli del Sole; non dovrebbe nemmeno produrre uno strumento urbanistico specifico, gli basterebbe semplicemente applicare la legge, la stessa legge che stabilisce che i terreni a vocazione agricola debbono rimanere tali».

Il consigliere comunale, Carmen Porcelli, interviene in merito al progetto di deposito presentato a Casalazzara. L’esponente di Primavera Apriliana è impegnata ad approfondire con i suoi tecnici il nuovo progetto per realizzare una discarica ad Aprilia.

«Bisogna uscire da questa logica secondo la quale “è la regione che ce lo chiede” – è il commento della consigliera – la regione non obbliga a fare nulla, se un progetto si realizza è perché la classe politica lo vuol realizzare. Se c’è qualcuno che può avocare a sé una decisione, per determinate questioni di urgenza, può essere il presidente del consiglio e non il presidente della regione. In Italia non è solo l’urbanistica a stabilire la destinazione di un terreno, se questo è agricolo intervengono anche gli standard edilizi che sono necessariamente diversi. Un immobile realizzato in zona agricola deve essere versato per l’attività agricola e questo vale sia sotto l’aspetto edilizio che urbanistico. Pensiamo alla viabilità: l’aspetto più eclatante del progetto è l’accesso dei mezzi dalla ardeatina attraverso uno stradino interpoderale e di una strada ex novo per far accedere al sito i mezzi di conferimento, proprio nell’alveo del fosso vincolato dell’ Acquabuona in area demaniale: realizzare un raccordo equivale a consumare altro suolo».

«Abbiamo a disposizione pochissimi giorni per presentare le osservazioni, maggiore sarà il numero di cittadini, di comitati, associazioni che si opporranno a questo impianto e maggiore sarà la pressione sulla Regione Lazio che dovrà decidere nel merito. Stupisce invece il ritardo della maggioranza Terra nell’affrontare questa vicenda: servono tecnici preparati per osteggiare questo progetto, non si può improvvisare con il rischio di non aver battuto tutte le strade possibili. Realizzare una discarica vuol dire distruggere un territorio e tutto quello che c’è intorno – aggiunge il capogruppo di Primavera Apriliana – e se un terreno è versato all’attività agricola è perché possiede delle particolarità. Le attività agricole per proseguire nella produzione debbono mantenere inalterate nel tempo alcune caratteristiche, non solo il terreno ma anche le falde freatiche ad esempio. Siamo sicuri che quelli scelti siano terreni adatti? Lo strumento urbanistico che stabilisce che quell’area è versata all’agricoltura è il PRG che sarà anche superato ma alla sua stesura hanno contribuito un agronomo, un geologo, i quali hanno stimato le qualità di quel terreno”. “A prescindere dalla speculazione immobiliare che ha distrutto una parte di territorio – conclude Carmen Porcelli – se si è deciso che quella zona è da tutelare perché è ricca di acqua, di fossi e coni vulcanici essa va preservata ricorrendo ad ogni strumento che la legge mette a disposizione: lo dicono il PRG, il PTPR, il PRAE, il PAI, la legislazione sismica ed idrogeologica, la costituzione la quale prevede che i quadri naturali vadano tutelati a beneficio delle future generazioni».

Il candidato sindaco
Carmen Porcelli